Presentazione Ramon Allones Belicoso a Londra
21 gennaio 2005
servizio a cura di Alex Iapichino (nothelaw) & Alessandro Berruti (Necron)
Discussione avviata il 22/01/2005 20.47.30 da nothelaw
Lancio del Belicoso
Ieri sera a Londra si e` tenuto il lancio ufficiale del Ramon Allones Belicoso, la nuova vitola destinata per il solo mercato inglese (si dice per almeno 3 anni). Presente all`evento l`amico forumista Necron, venuto appositamente dall`Italia semplicemente "per esserci".
La cena di gala si e` svolta al ristorante cubano Floridita, aperto recentemente e gestito dai fratelli scozzesi Mcdonald. A differenza di altri lanci ufficialiai quali ho presenziato, questa volta la H&F ha voluto fare le cose "in piccolo": solo una quarantina di persone presenti tra addetti ai lavori, giornalisti, rappresentanti di Habanos e appassionati. Si sono viste anche le facce note di James Suckling e di Jose` Ilario.
Ma veniamo al Belicoso: trattasi di un Campanas (140 di largo e 52 di grueso)prodotto in scatole da 25 (mi aspettavo a dire il vero il cabinet), credo di provenienza Partagas. La capa e` di color colorado, ben tesa e non troppo grassa. Il riempimento e` ben fatto, uniforme, senza nodi. Al naso e` assente qualsiasi sentore di ammoniaca, sorprendentemente per un sigaro cosi` giovane, cosa che farebbe pensare che siano stati utilizzati tabacchi invecchiati. E....poi....poi....che posso dirvi....niente.....perche` non l`ho fumato!! Non ho avuto l`occasione durante la cena. Cerchero` di accenderne uno nei prossimi giorni e darvi le mie impressioni.
Oltre al Belicoso sono stati offerti durante la serata San Cristobal El Principe e l`Hoyo de Monterrey Epicure Especial, ultima delle edizioni limitate 2004, non ancora commercialmente disponibile. Non sono stati offerti invece i Partagas Piramide che mi avevano promesso: e` questa l`edizione che ha vinto lo scorso anno all`Avana il "Whiskey & Cigar Challenge", la manifestazione che si tiene in seno al Festival del Habanos che cerca di abbinare i migliori whiskies scozzesi ad un habano. Ne hanno pero` messa all`asta una scatola che ha raggiunto pensate un po` £1400!
Serata molto piacevole resa ancor piu` gradita dalla presenza femminile notevole. Abbiamo tirato fino alle 6 della mattina tra ritmi di salsa ed alcohol a go go....ma questa e` un`altra storia. Lascio a te, caro Necron, il compito di raccontarla.
Alex
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Discussione avviata il 25/01/2005 12.30.33 da Necron
Resoconto(quasi) completo sull`evento londinese H &F
Il Floridita, dove sono atteso per la manifestazione organizzata da Hunter & Frankau che culminerà, attraverso una serie di degustazioni e seminari nel lancio del Bellicoso di Ramon Allones, è un bel locale nel cuore di Londra, a due passi da Piccadilly Circus e Leicester Square. E’ molto grande, più di mille metri quadri ad occhio e croce, con un palco per le orchestre (di salsa, off course) e una pista per ballare. Il bancone è chilometrico e il bar offre, fra gli altri drinks, i cocktail immortalati da Hemingway , Daiquiri e MoJito(ottimo, anche se il migliore del mondo l’ho assaggiato in terra romagnola preparato dal maestro Baledan).
Quello che mi stupisce al mio ingresso è il numero delle persone presenti nel locale per la manifestazione : non più di 30 in tutto, e il paragone con i nostri Habanos Day viene immediato.Così vuoto,enorme, il locale mi sembra quasi il salone dell’Overlook Hotel di kubrikiana memoria, ma la sensazione dura solo un attimo, il tempo di rendermi conto che le presenze sono persone reali e non fantasmi quando la bella Gemma, sorridente, mi accoglie al posto del tipo con l’ascia piantata in testa. Le belle foto appese ad una parete mi ricordano poi che mi trovo dentro un pezzettino di Cuba in terra d’Albione e non nelle nevi del Montana. L’immagine che mi colpisce di più risale probabilmente agli anni 50 : bianco e nero, uomini elegantissimi e donne bellissime al bancone di quello che probabilmente era il floridita doc ;Americani senza dubbio, sembrano divertirsi molto e non me ne stupisco, la magia della Isla ha contagiato nel tempo molte generazioni.
Sono in ritardo, il lunch a base di astice alla griglia alla cubana con lime è appena terminato e ci si accinge alle degustazioni, ma una gentilissima manager mi fa accomodare a un tavolino, dove mi viene servito il pranzo(eccellente). Noto con piacere che tutto il personale è di una gentilezza estrema, persino ai cessi un inserviente ti apre il rubinetto, ti schiaccia il bottone del dispenser e ti porge l’asciugamano, ancora un po’ e ti sgrulla persino…..Beh, lasciamo perdere e passiamo alle degustazioni : rum, whisky, cioccolato, caffè e , ovviamente il sigaro.
Si inizia col caffè, il valido relatore della degustazione, Nick Strangeway della H & F lo decanta come un sofisticato prodotto brasiliano, ma a me sembra il caffè delle macchinette aziendali quando sbagli e ti viene troppo lungo. Il Rum è un Havana Club reserva 15 anni,più che discreto. Il whisky un Ardbeg che non mi è dispiaciuto, forse un eccessivo sapore di torba, ma qui ci vorrebbe il nostro Marco Toscani. Sui cioccolatini lasciamo perdere, sono un integralista dei criollo sudamericani fondenti tipo porcelana o puertomar, e quelli offerti sono prodotti di pasticceria un po troppo dolci ed elaborati per i miei gusti, specie se devono accompagnare un sigaro. Nel mentre, si fuma un Montecristo Edmundo da petaca, senza infamia e senza lode. E’ durante queste degustazioni che inizio a fare le prime conoscenze, finendo subito nelle mani delle cattive compagnie : sono i partecipanti ad un forum inglese sui sigari, e mi sembrano da subito interessati agli alcolici più che al fumo .E’ con loro che passo parte del pomeriggio e, visto che i cocktail al bancone sono compresi nel biglietto di entrata, decidiamo di ammortizzarne il costo.Alex, più tardi, mi farà intendere che con quello che abbiamo preso avremmo potuto pagare il biglietto a tutti i partecipanti dell’Habanos Day di Milano.
Una quindicina di persone,intanto, si affanna al simpatico corso di torcedor simile a quello che fu organizzato a suo tempo al primo HD a Felino.
Nel tardo pomeriggio inizia poi la conferenza di Simon Chase, marketing director di H&F, giustamente denominata “Simon Chase cigar secrets : reknowed cigar export Simon Chase will impart some of his cigar wisdom to the attendees. A quel punto, mentre studio la maniera più gentile per congedarmi dai simpatici lucignoli inglesi, essi stessi, ormai a pezzi, mi salutano calorosamente in quanto devono rincasare per farsi picchiare dalle rispettive consorti.
E così, in compagnia dell’ultimo forumista superstite e scapolo, mi avvicino al tempio dell’”uomo saggio”.
Il tempio è un confortevole salottino ricavato in un angolo del locale, con divanetti e tavolino in legno, e la conferenza sembra più un incontro informale tra pochi amici , senza la rigida trafila del relatore che parla, cento persone che ascoltano, e tre o quattro domande alla fine.
Simon Chase disquisisce, tra le altre cose, dei problemi dei codici di fabbrica, delle loro identificazioni(senza peraltro sbilanciarsi troppo) e racconta pezzi di storia del sigaro cubano. Dopo averlo ascoltato attentamente per un po’, non appena mi libero la bocca dall’ennesimo caramel manhattan, inizio a tempestarlo di domande su decine di argomenti, dall’invecchiamento dei tabacchi alla qualità dell’EMS.
Mr Chase, come mi aveva assicurato Alex, è veramente una persona squisita, e risponde alle domande incalzanti di un Italiano sconosciuto e rompiballe non con la sufficienza o perlomeno l’asetticità professionale che potrebbe anche essergli concessa, ma con l’entusiasmo di chi, prima ancora del dirigente di una società che ha creato un mercato formidabile più di 200 anni fa, è un vero appassionato. Un paio d’ore in piena apnea sigarologica, durante le quali Simon Chase mi mostra alcuni reperti della storia del sigaro cubano, alcuni anche archeologici : antichi cataloghi, box e cabinet di tutte le epoche e, incredibilmente bello, un sampler risalente agli anni 30 della Hoyo de Monterrey.Il sampler è una sorta di campionario tramite il quale si usava vendere i sigari ai distributori.In basso a sinistra di questo monumentale cofanetto spiccano due enormi diademas fascettati con una splendida anilla dove la dicitura Hoyo de Monterrey circonda un logo dorato rappresentante una foglia di tabacco, al posto della corona sormontata da spade e nastri che caratterizzava i diademas postrivoluzionari e che troviamo ancora oggi sui double corona di questa splendida marca.
Sempre durante la conversazione con Chase, ho finalmente soddisfatto una mia (e di altri amici) curiosità circa le tonalità di colore dei sigari e il loro scurirsi nel corso degli anni, ma su questo argomento aprirò un apposito thread.
Quando, poi ,il discorso vira sulla instabilità che il mercato ha sofferto qualche anno fa per una serie di cause concomitanti e parlando in particolare del Montecristo numero 2 e della sua incostanza, “Simon Natale” mi sorride e, tirando fuori l’ennesima chicca dalla sua gerla, dice che è ora di farci una fumatina e mi offre il miglior esemplare di questa vitola che abbia mai fumato.
Avrei anche qualche quesito sulle fabbriche e i loro codici, ma la mia ingenuità non arriva al punto di credere che il mio squisito interlocutore non le eluda con un’abilità e una nonchalance tale da rendere Luciano Moggi al processo di Biscardi un dilettante al confronto,quindi taccio.
A salvare il povero Chase dalla rottura di balle della mia invadenza è l’arrivo di Alex Iapichino : in smoking, accompagnato dalla bella Megan, sembra James Bond. Io, dopo il pomeriggio che ho trascorso, posso al limite somigliare al cameriere ubriaco di Hollywood Party.
Sono ormai le 19,30, è l’ora dell’aperitivo e penso che lo champagne possa rinfrescarmi un po’ la lingua ormai asfaltata e la bocca che sembra un portacenere del Floridita. Le bollicine poi, come insegna giustamente l’amico Pablo, si accompagnano stupendamente alla fumata, una morte veramente degna per il mio monte2.
Alex è un grande appassionato di fumo lento ed è di casa li in mezzo, e mi presenta le due o tre persone che non avevo ancora importunato, tra i quali Josè Ilario, l’editore della rivista Epicure.
Mitchell Orchant e James Sucklin li avevo già salutati , e si ricordavano ancora con stupore dell’Habanos Day milanese, inoltre conosco finalmente Dario Molinari, ve lo ricordate il Londondario che scriveva sul forum qualche tempo fa?
Improvvisatomi pure sgangherato e indegno ambasciatore del fumo lento italiano, mostro con orgoglio a Chase e C. le due copie di Passione Habanos che avevo promesso ad Alex. Le pubblicazioni di Diadema sembrano interessare parecchio gli astanti al punto che, ora di consegnarle al legittimo richiedente, mi accorgo che una delle due è sparita nel nulla.”Sigari” già la conoscono grazie ad Alex.
A questo punto è ora di cena e i miei propositi di riempirmi la pancia per arginare il flusso di liquidi che mi crea imbarazzanti borborigmi nello stomaco si dissolvono nelle porzioni da clinica dimagrante fantozziana che ci propinano, e la maledizione alcolica si rimaterializza negli ottimi vini serviti durante la cena,una selezione di bianchi e rossi francesi e sudamericani e,alla fine, un degno esemplare di quello che ritengo personalmente il “principe”dei muffati , l’ungherese Tokaji aszù 5 puttonyos 1999 di Royal Tokaji Company, fantastico pure col sigaro. Tra le pietanze,invece, spicca il maialino da latte.
Il gruppo dei commensali mi sembra piuttosto eterogeneo,seduti allo stesso tavolo nomi importanti del mondo del sigaro fino ad un semplice appassionato che, su gentile invito di un amico, ha fatto qualche chilometro semplicemente per imparare qualcosa e divertirsi.
Sul finire della cena vengono offerti i sigari : come ha già spiegato Alex, purtroppo, i Partagas Piramide creati per il spirit and cigar challenge ci vengono solo mostrati fugacemente per poi essere battuti all’asta che avrà come battitore lo stesso Chase. In compenso non ci si può lamentare, l’EL Hoyo de Monterrey Epicure Especial e la novità,destinata per ora solo al mercato inglese e presentata proprio in questa occasione, il Ramon Allones Belicoso, sono pezzi più che interessanti.Il San Cristobal El Principe è già stato servito all’aperitivo.
Nemmeno il sottoscritto ha assaggiato per l’occasione il nuovo Ramon, sono dell’idea che una fumata così importante richieda condizioni degustative meno estreme.Gli esemplari offertici, come ogni figurado che si rispetti, provengono proprio da Partagas (GKI MAY 04).Per quanto riguarda le impressioni sulla fattura di questi sigari concordo con quanto detto da Alex, e un invecchiamento particolare dei tabacchi che li compongono li renderebbero particolarmente appetibili.
Sull’EL di Hoyo, il solito cannone modaiolo dal cepo extralarge , la caratteristica più rimarchevole mi sembra la colorazione della capa, decisamente più chiara e meno “marezzata” di quelle maduro che caratterizzano in genere le EL.
Ripongo quindi i due sigari nel mio zaino che, insieme a un paio di posacenere del floridita, andranno ad arricchire la piccola galleria di ricordi che mi sto creando da qualche tempo.
Sono rilassato, la conversazione è piacevole e, mentre mi accendo un conoisseur 2 di Partagas, solo allora mi accorgo che un gruppo di salsa cubana sta riscaldando l’atmosfera del locale, un mio celebre conterraneo direbbe che” l’orchestra era partita, decollava, decollava…..”.
Ora il locale è pieno di gente, gli americani della foto in bianco e nero sembrano divertirsi ancora di più mentre gruppi di avventori danzanti volteggiano in pista, tra i quali Megan e Alex che mi hanno preceduto.
Io aspetto, sono seduto quasi in stato di atarassia con il mio conoisseur e il mio bicchiere di Tokaji.
Poi, improvvisamente,la ciliegina, anzi, le ciliegine della torta deliziosa di una giornata particolare si materializzano, sorridenti, nelle splendide fattezze di due radiose fanciulle : sono Liliana e Monica, due fate bionde amiche di Megan, sembrano create da un ponte olografico manovrato da un operatore arrapato,quattro metri circa di topa. Decido a quel punto che di sigari , vini , codici di fabbrica e costanza di mercato non me ne frega più un cazzo, improvvisamente ho voglia di ballare e qui , se permettete, concludo il mio racconto……..
Scusate la logorrea, ma quando mi parte il dito sulla tastiera divento più veloce del tipo che vedete nella foto in alto a destra…..
Solo un ultima cosa, non fraintendete sulle ragazze : così come non ho consumato i sigari offerti…….
(Maledetto chi pensa male)
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Messaggio inviato il 26/01/2005 2.00.16 da nothelaw
Ho fumato il mio primo Ramon Allones Belicoso stasera. Di seguito le mie note di degustazione.
Le misure sono conformi al modello di vitola Campanas, 140 mm di lunghezza e 52 di circonferenza. Quello degustato proviene da box GKI MAY 04.
La capa e` di color colorado, manca di brillo ed e` di fattura non eccelsa, sebbene uniforme. Il ripieno e` compatto e non riscontro difetti di costruzione rilevabili ad occhio nudo. A freddo, il profumo e` maturo e presente: come gia` detto in altro post si denota l`assenza totale dell`odore di ammoniaca, indice di un sigaro pronto per la fumata. Senza esitazione, lo taglio e lo accendo. Ai primi puffs denoto un lieve accenno amarognolo, presto rimpiazzatto da un sapore piu` gradevole di pane tostato. Il tiraggio e` corretto, la combustione buona (anche se a tratti irregolare) e la cenere compatta. La fumata procede morbida e corposa con una leggera evoluzione verso sapori piu` piccanti: al tostato si aggiungono le spezie che percepisco sulla parte anteriore della lingua. La forza si mantiene su valori poco sostenuti, ma sempre ben equilibrati. Molto piacevole il finale con le note speziate in maggior evidenza.
Durata della fumata: 1.20 ore.
Voto finale 8/10.
In conclusione, lo ritengo un buon sigaro, indicato per chi preferisce l`equilibrio alla forza. Nei sapori e negli aromi mi ricorda il miglior Ramon Allones Specially Selected (quello di qualche anno fa per intenderci). Se un appunto gli si deve fare, lo individuerei nella poca evoluzione. Ha il pregio di non avere bisogno di alcuna stagionatura - lo si puo` (anzi si deve) fumare adesso.
Alex